Scheda n. 13007

Tipo record

Scheda inferiore

Tipo documento

Musica manoscritta

Data

Data incerta, 1703-1705

Titolo

[Al ligustico Lido]

Presentazione

Partitura

Legami a persone

curatore: Fede, Innocenzo (1661?-1732?)
possessore: Stuart, Giacomo III (1688-1766)

Fa parte di

(n. 12966/12)

Redazione

Copia del Copista 11 (cfr. bibliografia)

Descrizione fisica

p. 65-83

Note

Per l'attribuzione della copia al Copista 11 cfr. bibliografia

Titolo uniforme

Organico

Contralto e continuo

Bibliografia

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, C)
Al ligustico lido
2.1: Aria(aria, fa maggiore, C)
Neri inchiostri
3.1: (recitativo, C)
Care note amorose
4.1: (arioso, do minore, C)
La luce mia dall'ombra vostra nasca
5.1: (aria, do minore, 3/2)
Rimirarvi e bacciarvi
6.1: (recitativo, C)
Ma tu dolce mia speme
7.1: (aria, fa minore, C)
Sì sì Cara io tornerò
8.1: (recitativo, C)
Torno torno ben mio

Trascrizione del testo poetico

Al Ligustico lido
Ove dal dol suo lontan, Fileno
Con sospiri sfogava il duol intenso.
Fatto corrier Cupido,
Portò descritti un giorno,
Con accenti graditi,
Del Adriaca sua bella i cari inviti.
Egl'i lumi n'affisse
Sospirò, bacciò il foglio e così disse:

Neri inchiostri ond'ha ristoro
Il dolor di questo Core
Se lontano dal mio bene
Io non moro in tante pene,
E miracolo d'amore
Ch'in luce mi sostien col vostro erore.

Care note amorose,
Ch'in mezzo a vostri erori,
L'aurora de contenti a me risorge
In forme tenebrose.
Le più fulgide gioie
Amor risorge, ah, s'in note di pene
S'accese l'alma in vagheggiar un sole,
Forse ragion un vuole,
Che se l'orrore entro di voi si mostra,
Nasca la luce mia dall'ombra vostra.

Rimirarvi e baciarvi,
Care note, ogn'or io vò
Che qualora i bacci imprime
Il mio dolo io consola
Mentre in voi bacciarmi stimo
Quella man de vi vergò.

Ma tu, dolce mia speme, il dolo amato
Se pur dell'alma tua
Le viscere m'appelli e come, oh Dio,
Se da te son lontano
Senza viscere poi vivi, o cor mio,
Ma se tuo cor io sono,
Scorga che tu mi scrivi
Senza core a Filen' come te n' vivi.
Ah, ben vegg'io ch'in lontananza amara
Senza viver viviamo
E tu l'intendi, o cara,
Che, con tornar al fine
O dolci affetti a ravivar entrambi.

Si cara io tornerò
Che lontan da te, mia vita,
Il mio sen che già si langue,
Fatto esangue, oh dio, m'addita
Che fra breve io morirò.

Torno, torno ben mio
E se mai più dalla tua vista io parto,
Ridendo al mio tormento
Dimmi passo, o mio cor, ch'io mi tormento!

Paese

Francia

Lingua

Italiano

Segnatura

F-Pn - Paris - Bibliothèque Nationale de France
collocazione H 659(I)/12

Scheda a cura di Matteo Giannelli
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